novembre 4th, 2009

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*SGHIGNAZZ SGHIGNAZZ SGHIGNAZZ*

E adesso cerco:

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Ho già fatto la mia mossa per aggiudicarmi Il cavaliere del sole nero. Spero di ricevere presto una risposta positiva. Comunque mi dichiaro soddisfatta: è stata una caccia proficua ^^ Andasse sempre così!

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novembre 4th, 2009

Scrivere Heads-up! mi ha fatto capire una cosa: mi piace lavorare sui racconti, anche se non mi sono mai reputata scribacchina da storie brevi a causa della mia sindrome da diarrea scrittoria cronica.
La sintesi non è decisamente il mio forte, su questo non ci piove. Heads-up! conta, al momento, diciassette pagine e non l’ho ancora concluso. Ho paura al solo pensiero di quante ne avrà alla fine della prima stesura e della revisione, visto che sono il tipo che in prima scrive tanto e in seconda raddoppia. Però devo dire che sto cominciando ad apprezzare tantissimo la libertà che mi offre il racconto… perché non mi pongo limiti, ovvio. Ma non solo. Quella che sperimento con il racconto è la libertà di scrivere a briglia sciolta, di poter andare a parare dove cavolo mi pare perché non ho altro che un esile filo (logico, comunque, e coerente) da seguire per andare da A a B.
Così, la novità delle ore 01:55 è che mi piacerebbe scrivere una raccolta di racconti horror, fantastici, bizzarri.
Non ho intenzione di scriverla tutta e subito. Ho intenzione di prendermela comoda, di scrivere uno o due racconti alla volta e quando ne avrò l’ispirazione. Ci sono Harlan&Co. che mi chiamano a gran voce. C’è anche l’omìno che si sbraccia e poco ci manca che cominci a tirarmi oggetti addosso, quasi di certo contundenti, per attirare la mia attenzione. E poi, ho davvero bisogno di iniziare e finire almeno uno dei tanti romanzi che ho in mente da anni (non starò qui a ripetere che è una vergogna che non sia mai riuscita a farlo… Scherzavo: volevo ripeterlo e l’ho fatto).
Nei momenti di stanca, però, e se soffiasse il vento giusto, potrei dedicarmi ai racconti.
L’idea sarebbe quella di scriverne una decina, poi scegliere i migliori cinque o sei (dipende dalla loro lunghezza) e riunirli in un bel PDF dal titolo Weird Tales. Non ho intenzione di farci niente con questa raccolta: in Italia non te ne pubblicano una, a meno che tu non sia il figlio di Stephen King. O a meno di non rivolgerti a una piccola casa editrice che stamperebbe la qualunque.
Voglio solo scriverla e poi que sera, sera.
Potrei sfruttare una variazione del tema Write or Die e pormi un limite di tempo per riuscirci… se solo fossi capace di rispettare una qualsiasi scadenza. Io non pago per tempo nemmeno le bollette del telefono! Però lo farò: sei mesi. Se mi riuscisse proprio bene bene, il prossimo su Reid & Jace potrebbe essere il primo dei dieci, anche se non necessariamente entrebbe a far parte della raccolta.
Il WOD lo applicherò anche a Il lupo e l’aquila.
Be’, quanto meno: alla prima stesura.
Come dice Khor: bisogna avere la storia, prima di stare lì a farci i riccioli.
E a proposito di Il lupo e l’aquila: i primi due capitoli penso proprio che li cestinerò. Sono presi troppo alla lontana, per come ho in mente la storia. E l’Harlan che ne è protagonista non è l’Harlan di adesso.

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novembre 1st, 2009

Il prossimo anno voglio partecipare a QUESTO!
RICORDATEMELO! (Ché io me lo dimentico di sicuro)
Nel frattempo, penso proprio che ne approfitterò e userò il calendario creato da -fiorediloto. Mi fa morire! ^^
Non userò il wordcount segnato, visto che nel mio caso non ha senso; però magari sperimento con il nuovo racconto su Reid&Jace: 1500 parole al giorno, fino alla conclusione. Anche King si pone come obiettivo quello di scrivere almeno 2000 parole al di’. Dai, posso farcela!
… E dire che nei periodi di grazia, il NaNoWriMo me lo potrei mangiare per merenda! Turno di notte, scritto in due giorni, conta circa 11.000 parole. Perché non riesco a essere sempre così produttiva e costante? è_é

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ottobre 30th, 2009

Comunicazione di servizio: l’ho scritto in Messaggeria, ma riporto anche qui: sto traslocando nel blog alcuni post del vecchio LJ e dell’HOR; quindi, Socie, se nei prossimi giorni (e per un periodo di tempo indeterminato) trovate vostri commenti ad cazzum sappiate che è per questo.
E adesso passiamo al post.

Ho quasi finito Heads-Up! ^^
Dal momento che sto improvvisando come non mai, non sta riuscendo come volevo, ma non importa: appena l’avrò concluso (spero entro questa sera) e avrò, per così dire, l’ossatura, procederò con sommo gusto a limare, a cambiare e a vivacizzare un po’ le cose.
Questo racconto mi fa venire in mente un episodio dei Simpson. Come struttura, intendo: parte da un avvenimento e poi va avanti per i fatti suoi, fino ad avere uno sviluppo che con l’inizio non c’entra niente. Non so se mi piace, ma be’: poi si vedrà.
Dopo Heads-Up! dovrei tornare a dedicarmi a Harlan&Co., ma il mio cowboy preferito mi scuserà. E se vorrà prendersela, al limite potrà mettere il muso a King. Il fatto è che ho deciso che mi metterò subito sotto con un altro racconto su R&J. Questa volta, per mostrare il lato oscuro di Yrgena. Vi dico solo due parole: casa stregata.
Ho voglia di horror, gente!
La Sadako che è in me sta scalando il Pozzo con le unghie.
Ed è quasi uscita.

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ottobre 26th, 2009

È pazzesca la quantità di lavoro che può dare un monolocale di 45m2!
Sto sgobbando da tre giorni, ma per finire di sistemare ce ne vorranno altri tre ancora. Tutto questo solo perché ho comprato una scrivania e una libreria… e di conseguenza mi sono messa a fare le grandi manovre, spostando tutti i mobili da una parte all’altra, con annessi e connessi.
Per concludere in bellezza la giornata dovrei mettermi a stirare il bucato di ieri, ma col cavolo! Ho stirato già tutto il pomeriggio: la montagna di roba che devo traslocare dai cassetti agli armadi e viceversa per il cambio di stagione. Eh, quando una rimanda a data da destinarsi le cose che dovrebbe fare subito… Avessi fatto il cambio all’inizio del mese (o magari verso la metà), ora non sarei costretta a sbracciarmi e a sgambettare per riuscire a stare dietro a dieci cose nello stesso momento.
E devo pure pensare a studiare!
Ho fatto il conto di quanto mi ci vuole, in soldoni, per preparare i primi tre esami e ho sentito un bel crack! dalle parti del cuore.
Duecentonoveeuroequarantacentesimi più spese di spedizione.
Si vede che per tutto novembre mangerò solo crackers e formaggio O_O
Però gli esami sono bellissimi: Storia medievale-love, Storia moderna-love (posso anche portare un saggio sui benandanti! Questa cosa mi manda in sollucchero) e Fondamenti di Antropologia culturale.
Non è che Qualcuno A Caso Lassù mi farebbe vincere qualcosina al Gratta & Vinci o al Lotto?
Mah…

Intanto, dopo cena torno a lavorare su Heads-Up!
Per quanto riguarda Il lupo e l’aquila, invece, situazione stazionaria: non ho potuto dedicargli tempo, ma ci ho pensicchiato su lo stesso. Credo di aver riempito alcuni dei buchi più grossi che mi davano pensiero e sembra che la storia navighi meglio. Alcuni problemi, però, sono legati ai personaggi e qui non ce n’è uno che non faccia il bastardo, Harlan compreso. Tuttavia nessuno, e dico nessuno, nemmeno Anoke, è più bbbastarrrdo di Rebecca. Come se non bastasse, sta arrivando anche la massa delle comparse. E come bussano per farsi ascoltare!
Prendete il numeretto, maledettissime larve!
Difficoltà logistiche a parte, più lavoro su questa storia più mi dispiace di non saper disegnare bene, perché ho davvero una gran voglia di buttare giù qualche schizzo dei personaggi e delle macchine a vapore =_=

ottobre 21st, 2009

La libreria mi ha appena avvisata che è arrivato Il trono e la stirpe, il primo volume della nuova trilogia di Jacqueline Carey. Evvai! Altri €20 che mi dicono bye-bye.
Il corriere espresso della IBS non mi sta portando The dome e La progenie. Comincio a innervosirmi. Ho bisogno di sniffare libri freschi di stampa.
E’ arrivata finalmente l’illuminazione per Heads-up!, sotto forma di un affascinante demone con spiccate tendenze al nudismo :) Adesso sono sicura che riuscirò a evitare angst e tragggedie!  Yes!

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ottobre 21st, 2009

Non sto facendo molti progressi, però ho qualche elemento in più: inizio, fine (?), qualcosa nel mezzo e un abbozzo di ambientazione piuttosto particolare per i miei standard, sul quale, a dirla tutta, vorrei riflettere ancora un pochino.
Come situazione mi piace e sono riuscita anche a conciliare eventi che, in effetti, non si sarebbero più dovuti verificare: gegnalmente (come mio solito) prima ho stabilito quattro cose in croce, poi ne ho cambiata radicalmente una… e quell’una era giusto quella capace di mandare a pu****e tutto il resto. Ma, be’, ci ho messo una pezza e per ora sembra che funzioni. Ah! Solo che dovrei prendere un appunto o finirò per dimenticarmela.
Quel che sta nel mezzo.
Mmm, ohibò! Per ora assomiglia a un guazzetto di mare (*ç*).
Ci sono gli Indiani e questo mi costringe ad anticipare i tempi e a documentarmi un po’ su di loro, in particolare sui Cheyenne.
C’è un massacro, ma non ho ancora deciso chi sarà massacrato da chi. Probabilmente farò qualcosa del tipo “tutti insieme appassionatamente” e mi levo il pensiero.
Ci sono i Totem in cui credevano gli Indiani e, anche se ho sfrondato di parecchio il gruppo degli Spiriti, me ne resta comunque un bel numero.
Ci sono le macchine a vapore, utilizzate in un paio almeno delle situazioni più caratteristiche del Far West.
Ci sarebbe il segreto di Rebecca, se solo quella bastarda si decidesse a parlare. E c’è anche un tizio un po’ tocco (e non in senso buono e manco simpatico) di nome Cullen Baker.
C’è anche Anoke, gli venisse un colpo subito! Le cose me le dice a spizzichi e mozzichi; di solito, quando ho deciso una cosa, così me la manda in malora.
La conclusione.
Eh, la conclusione che ho in mente è problematica. So per sommi capi come ci si potrebbe arrivare, ma il mezzo che realizzerà la cosa da dove lo tiro fuori? Ho avuto le pensate più assurde. Sarà per via del raffreddore; sapete, tutto quel muco al cervello… Le ho scartate fondamentalmente perché, okay: ho deciso di provare a scrivere uno steamfantasy western, ma non vorrei stravolgere proprio tutto.
Western è la parolina chiave: mi sento “legata” a un certo tipo di ambientazione, che secondo me stona con determinate invenzioni.
Per esempio: mi farebbe tanto, tanto comodo un’arma a raggi (così la farei finita subito con un paio di persone), ma nella storia non riesco a vedercela nel modo più assoluto. O ancora: sarebbe bello piazzarci qualche Golem (così mi divertirei a fare il culo piatto a Cullen); ma, di nuovo, non riesco a vederlo. Non ne Il lupo e l’aquila. In altre storie, tipo Hand of sorrow, sì… Oh, sì! *_*
Così sto perdendo un mucchio di tempo per cercare di armonizzare lo steampunk, il fantasy e il western.
Non che la cosa mi dispiaccia, tutt’altro: tra un cortocircuito e l’altro di Panic! mi sto pure divertendo. E’ solo che non vorrei davvero impiegare eoni a definire l’ambientazione, visto che devo ancora lavorare sui personaggi (Rebecca, quella stramaledetta femmina!) e devo approfondire un po’ le due linee narrative che intendo seguire (e grazie a Dio non ce ne sono altre).
Come se non bastasse, ci sono nuove idee e vecchi personaggi che bussano. Due, in particolare, rompono i cojones in modo molto insistente: Reid&Jace.
Visto che non avrò esami prima di dicembre (e, a proposito, piccola digressione: ma quanto è schifido il sito della Facoltà di Storia, eh? Quanto? Eh, lo so io: tanto. Ma tantotanto), proverò a tornare su Heads-up! mentre continuo a giocare con i mattoncini de Il lupo e l’aquila.

Prima di chiudere: in questo periodo sto leggendo anche Danse macabre, tra le varie cose, e tutto quel parlare di orrore e di fobie ha dato i suoi frutti la notte scorsa. Ho sognato di nuovo la scena degli scarafaggi in Dominion.
Amo Klaud e King, anche se mi combinano certe porcate.
Mi sa che quella degli scarafaggi è proprio una fobia. Blattofobia, già. Che va a sommarsi a quella per i pupazzi-clown.
Chissà cosa sognerò questa notte, eh?
Spero in qualche innocuo zombi. Questo è periodo di stress. Sono stressata. Mi serve un bel sogno sparatutto con tanti zombi da far fuori.
Good night!

ottobre 12th, 2009

Non sembra, ma sì: mi sto dando da fare con Il lupo e l’aquila.
Purtroppo, però, ho dovuto rallentare un po’ i ritmi di lettura per documentarmi e i rimuginamenti, visto che mi sono iscritta per l’ennesima volta all’università: ho dovuto studicchiare qualcosa per non fare proprio una magra figura al TARM, la prova di accertamento dei requisiti minimi.
Dal momento che l’ho superato, adesso sto riflettendo su quali esami sostenere subito subito: non è che abbia proprio moltissimo tempo. E devo anche ritornare a Torino: voglio presentare richiesta per frequentare il corso di Storia del Giappone della Facoltà di Studi Orientali, a Roma. Per finire, devo stabilire il piano di studi… Peccato che il sito dell’Università di Torino – e quello della Facoltà di Lettere e Filosofia in modo particolare – sia tremendamente dispersivo: per ottenere una (1) informazione una (1) ti rimandano da una pagina a un’altra a un’altra a un’altra (periodico).

ottobre 6th, 2009

Credo proprio che leggere testi sul Far West non sia sufficiente. Devo procurarmi i romanzi di Zane Grey, Elmore Leonard, Louis L’Amour, Cormac McCarthy: almeno uno per ciascuno di questi scrittori. E devo anche avere la meglio sulla noia e decidermi a guardare qualche buon western. Tutto questo perché della vita nel Wild West ho solo pochi ricordi nebulosi che mi vengono dai film che guardavo da bambina: scazzottate nei saloon, duelli lungo la strada principale della cittadina di frontiera e gli immancabili rotoli di sterpaglie spinti dal vento.

ottobre 2nd, 2009

Certe storie nascono sull’onda del momento, da un’idea che-non-sai-dove-cavolo-l’hai-pescata, da un’ispirazione improvvisa… Con Il lupo e l’aquila è successo così: mia nonna stava guardando un western, io mi sono fermata con lei cinque minuti, ho ricordato tutti i film di cowboy visti da bambina et voilà! Ecco servita una bella ispirazione estemporanea per un fantasy ambientato nel Wild Wild West.
Due capitoli e la storia si è arenata: si reggeva su niente. Fosse pure morta, amen: ho avuto tante idee che mi piacevano e che sono abortite e tante altre ne avrò. Invece è sopravvissuta. È rimasta in soffitta per tre anni, ma non ha fatto né muffa né ragnatele.
Storie così tenaci vanno scritte, non c’è Santo che tenga.
Però l’idea di base e l’ispirazione da sole non bastano.

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